Allergie primaverili e condizionatore

Allergie primaverili: come i filtri del condizionatore possono aiutarti a respirare meglio

Soffri di allergie primaverili? Scopri come una corretta sanificazione dei filtri del condizonatore può aiutare ad eliminare pollini e acari da casa tua.

Con l'arrivo della primavera, per milioni di italiani inizia la stagione degli starnuti, degli occhi arrossati e della congestione nasale. Spesso pensiamo che l'unico modo per difenderci dai pollini sia chiudersi in casa, ma spesso l'aria interna è fino a cinque volte più inquinata di quella esterna. Qui entra in gioco il tuo impianto di climatizzazione. Se gestito correttamente, il condizionatore non serve solo a regolare la temperatura, ma agisce come un vero e proprio sistema di purificazione dell'aria.

Il ruolo dei filtri: la barriera invisibile

All'interno dello split domestico sono presenti dei filtri progettati per trattenere impurità e particelle sospese. Tuttavia, non tutti i filtri sono uguali, le unità interne degli attuali climatizzatori hanno al loro interno diverse tipologie di sistemi di filtrazione, anche in cambinazione tra loro. Vediamo di seguito quelle più comuni:

  • Filtri antipolvere standard: trattengono le particelle più grossolane. Sono fondamentali, ma da soli non bastano contro i pollini microscopici. Tutte le unità interne dei climatizzatori sono dotate di filtri antipolvere.
  • Filtri ai Catboni Attivi: eccellenti per neutralizzare cattivi odori e trattenere gas e composti organici.
  • Filtri HEPA o Elettrostatici: sono i veri alleati delle persone che soffrono di allergie. Riescono a catturare fino al 99% delle micro-particelle, inclusi pollini, acari e spore di muffa.
  • Filtri Fotocatalitici o agli Ioni d'Argento: sfruttano reazioni chimiche o proprietà naturali per abbattere la carica di batteri e virus presenti nell'aria.
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Perchè la sanificazione primaverile è cruciale

Durante l'inverno il climatizzatore fermo accumula polvere e umidità residua. Se lo si accende al primo caldo senza aver fatto una pulizia profonda si rischia di:

  • Diffondere gli allergeni: la ventola sparerà in tutta la stanza la polvere accumulata nei mesi precedenti.
  • Alimentare muffe: l'umidità interna crea l'habitat perfetto per funghi e muffe che, una volta inalate, peggiorano i sintomi resporatori.

La sanificazione eseguita da tecnici qualificati comprende, oltre alla pulizia dei filtri con prodotti appositi, anche la pulizia della batteria evaporante e della vaschetta di scarico condensa.

La manutenzione dei filtri richiede approcci differenziati in base alla loro tecnologia. Mentre i comuni filtri antipolvere possono essere detersi con acqua e sapone neutro, i filtri ai carboni attivi non devono mai essere bagnati per non comprometterne la porosità. Esistono, inoltre, filtri evoluti, come quelli fotocatalitici o agli ioni d'argento, che si rigenerano sfruttando l'esposizione diretta ai raggi solati. Proprio per questa complessità tecnica, il fai-da-te può rivelarsi rischioso: sbagliare il metodo di pulizia significa danneggiare filtri costosi o, peggio, rimettere in circolo aria non sanificata. Rivolgersi a un tecnico qualificato è l'unico modo per avere la certezza che ogni componente, dal filtro ai carboni attivi, allo scambiatore, sia trattato con il protocollo corretto, garantendo aria pulita e longevità all'impianto.

Nei luoghi di lavoro la sanificazione degli impianti di climatizzazione è un preciso dovere normativo previsto dal Decreto Legislativo n. 81/2008 che, all'allegato IV - Requisiti dei luoghi di lavoro, riporta esplicitamente l'obbligo, in capo al datore di lavoro, di effettuare periodicamente la manutenzione, pulizia e sanificazione degli impianti.

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Cosa fare quando spegni il riscaldamento

Ecco alcuni semplici consigli da mettere in atto quando spegni il riscaldamento

Quando la stagione termica finisce, la caldaia non va semplicemente "dimenticata". ecco alcuni consigli per evitare brutte sorprese al prossimo autunno.

Passaggio alla modalità "Estate"
Sembra banale, ma è il primo passo. Imposta la caldaia sulla funzione solo acqua sanitaria (solitamente indicata da un icona con disegnato un rubinetto). In questo modo, anche se la temperatura dovesse scendere sotto i 20 °C, i termosifoni non si scalderanno inutilmente.

Controllo della pressione dell'impianto
Anche a riscaldamento spento, la pressione dell'impianto deve restare tra 1 e 1,5 bar. In caso contrario la caldaia potrebbe andare in blocco e non produrre più acqua calda sanitaria.

Posizione migliore per le valvole termostatiche
Se il tuo impianto di riscaldamento è munito di valvole termostatiche sui radiatori ricordati di metterle in posizione di apertura (posizione 5) durante l'estate. Questo accorgimento evita che l'otturatore rimanga in chiusura per tutto il tempo di inattività dell'impianto con il pericolo che rimanga bloccato il prossimo autunno.

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Ispezione visiva
Controlla che non si siano tracce di ossidazione o piccole perdite d'acqua sotto la caldaia. Se vedi del calcare o delle gocce, è il momento di chiamare l'assistenza prima che il danno peggiori.

Prenota la manutenzione periodica
Questo è il momento migliore per prenotare la manutenzione periodica della caldaia.

Manutenzione caldaia: perchè la primavera è il momento migliore per il controllo annuale

Con l'arrivo delle temperature miti, la preoccupazione per il riscaldamento sembra svanire. Eppure, proprio ora che la caldaia smette di lavorare a pieno regime, è il momento ideale per chiamare il tecnico. Fare la manutenzione in primavera non è solo una questione di "togliersi il pensiero", ma una scelta che garantisce efficienza, risparmio e sicurezza.

Ecco quattro buoni motivi per cui dovresti prenotare il controllo ora:

Disponibilità immediata e zero attese
In autunno, con la riaccensione del riscaldamento, i tecnici sono sommersi dalle chiamate di emergenza per caldaie che non partono. Prenotando in primavera, avrai la massima flessibilità di orario e potrai concordare l'appuntamento quando preferisci, evitando le lunghe liste di attesa tipiche di ottobre e novembre.

Risoluzione dei guasti senza stress
Se durante il controllo primaverile dovesse emergere la necessità di sostituire un pezzo di ricambio, avrai tutto il tempo per farlo con calma. Se scopri un guasto a metà dicembre, restare senza acqua calda e riscaldamento in attesa del pezzo può diventare un incubo; in primavera, è un semplice contrattempo gestibile.

Allunghi la vita alla tua caldaia
Durante l'inverno, la caldaia accumula residui di combustione. Lasciare che questo sporco "riposi" all'interno dei componenti per tutta l'estate può causare incrostazioni difficili da rimuovere o corrosioni precoci. Pulirla subito dopo il periodo di massimo sforzo significa lasciarla ferma (o in modalità solo produzione di acqua caldaia sanitaria) in condizioni ottimali.

Risparmio energetico immediato
Una caldaia pulita e correttamente tarata consuma meno. Anche se il riscaldamento è spento, la caldaia continua a lavorare ogni giorno per produrre acqua calda sanitaria. Un bruciatore efficiente garantisce minor consumi anche durante i mesi estivi.

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Caldaia in blocco: le cause più comuni

Caldaia in blocco: le cause più comuni e come resettarla

Torni a casa, vuoi farti una doccia e... niente. La caldaia non parte e sul display campare un codice di errore o una spia rossa. Niente panico: spesso il blocco è una misura di sicurezza e, in alcuni casi, puoi risolvere da solo senza chiamare subito il tecnico. Il primo consiglio che ti possiamo dare è di recuperare il libretto di uso e manutenzione del tuo apparecchio e verificare il topo di anomalia che ha causato il blocco in base al codice di errore che segnala la caldaia.

Se non trovi la documentazione di seguito trovi le 5 cause più comuni che possono determinare il blocco della caldaia. 

Pressione dell'acqua nell'impianto troppo bassa Se la pressione scende sotto lo 0,5 bar, la caldaia si spegna per evitare danni alla pompa di circolazione.

Come risolvere: controlla il manometro. Se la lancetta è sul rosso (vicino allo zero), apri leggermente il rubinetto di carico sotto la caldaia girandolo in senso antiorario. Una volta aperto, vedrai la pressione aumentare rapidamente. Monitora attentamente il manometro e chiudi il rubinetto di carico una volta che la pressione raggiunge circa 1-1,2 bar. Ricordati che se la pressione raggiunge i 2,5 bar circa, entrerà in funzione automaticamente una valvola di sicurezza dalla quale inizierà a gocciolare dell'acqua. Superata la pressione di 3 bar, la valvola si aprirà completamente permettendo all'acqua in eccesso di fuoriuscire. Per questo motivo è importante assicurarsi di aver richiuso bene il rubinetto di carico una volta che la pressione ha raggiunto circa 1-1,2 bar. Per richiedere il rubinetto di carico devi girare la manopola in senso orario.

Probemi di accensione: mancanza gas
Le caldaie sono solitamente munite di un sistema di sicurezza in grado di rilevare la presenza della fiamma. Se la fiamma non si accende, oppure, se il sistema di rilevazione è guasto, la caldaia va in blocco di sicurezza impedendo la fuoriuscita di gas dalla valvola gas. Se il problema della mancata accensione della fiamma dipende dalla mancanza di gas il problema potrebbe essere legato a lavori eseguiti sulla rete, oppure, ad una chiusura accidentale della valvola di intercettazione posta sotto la caldaia.

Come risolvere: verifica se i fornelli della cucina funzionano. Se non c'è gas neanche lì, verifica se la valvola sul contatore del gas è in posizione di apertura, se il contatore è aperto il problema potrebbe essere dell'azienda di distribuzione. Se, invece, i fornelli della cucina funzionano prova a fare un reset della caldaia.

Non corretta evacuazione dei prodotti della combustione
Se i prodotti della combustione non vengono esplulsi correttamente (ad esempio per un'ostruzione nei condotti di scarico), il sensore di sicurezza manda in blocco la caldaia. I sensori di sicurezza sulla corretta evacuazione dei prodotti della combustione sono presenti anche sulle caldaie a tiraggio forzato, in questo caso il blocco potrebbe essere causato da un funzionamento non corretto del ventilatore.

Come risolvere: per questa anomalia il consiglio è di rivolgersi subito ad un tecnico qualificato che provvederà ad effettuare tutti i controlli necessari prima del ripristino del funzionamento della caldaia.

Come sbloccare la caldaia passo dopo passo
A questo punto, una volta effettuate tutte le verifiche necessarie, sarà possibile procedere con lo sblocco della caldaia, seguendo le seguenti indicazioni:

Resetta la caldaia:

  • Cerca il tasto di reset: di solito è un tasto con il simbolo di una fiamma barrata o un tasto rosso o arancione con il simbolo di un cerchio o di una freccia.
  • Premi il tasto e tienilo premuto per alcuni secondi: il tempo necessario varia a seconda del modello di caldaia. Il comando di reset differisce da una marca di caldaia ad un altra, ma, nella maggior parte dei casi, consiste nel tenere premuto un tasto o una spia luminosa per alcuni secondi. Puoi verificare sul libretto di uso e manutenzione la posizione del tasto di reset e le modalità di sblocco. Se non riesci ad individuare il pulsante e non trovi le istruzioni, puoi provare a spegnere la caldaia e riaccenderla dopo alcuni minuti. Anche questo metodo, a volte, può aiutare a ripristinare il corretto funzionamento della caldaia.
  • Controlla se la caldaia si riavvia: se la caldaia si riavvia correttamente, il problema potrebbe essere risolto.

Sbloccare la caldaia può essere un'operazione semplice, ma è importante seguire le istruzioni con attenzione, consultando il relativo manuale.

Se non si è sicuri di cosa fare, o se, nonostante tutti i tentativi non si riesce a individuare il problema alla base del blocco, è opportuno chiamare uno specialista. Un tecnico esperto, infatti, sarà in grado di risolvere il problema in modo sicuro e rapido.

7 giorni su 7

Orario stagione termica
Lun - Ven 8.00-13.00 - 14.00-18.00
Sab 8.00-16.00
Dom 9.00-13.00

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